Archeologia della forma: Paolo Staccioli
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Il titolo della mostra richiama il rapporto profondo che l’opera di Staccioli intrattiene con l’archeologia, intesa come metodo di conoscenza e analisi della forma. Tale poetica pone al centro la scultura come luogo di sedimentazione culturale: non rappresentazione, ma essenza, struttura primaria che attraversa epoche e linguaggi. In questo senso, le opere si presentano come emersioni di una memoria profonda. Le superfici delle sculture, le posture solenni dei personaggi e la ripetizione delle figure evocano la dimensione della storia che ritorna, della scoperta, suggerendo un costante dialogo tra passato e presente.
Nel contesto di Bologna, l’antica Felsina, città caratterizzata da una profonda stratificazione storica e culturale, la ricerca di Staccioli entra in risonanza con la memoria del territorio, instaurando un dialogo silenzioso tra paesaggio contemporaneo e immaginario arcaico.
Archeologia della Forma propone una riflessione essenziale sulla scultura come presenza viva e simbolica, capace di restituire attraverso la figura una continuità tra ricerca artistica e memoria collettiva.



