Igor Mitoraj Polacco, 1944-2014

Opere
  • Igor Mitoraj, Grepol Nero con Scudo, 2013
    Igor Mitoraj
    Grepol Nero con Scudo, 2013
    Bronze
    109 x 63 x 35 cm
  • Igor Mitoraj, Gambe Alate II, 2002
    Igor Mitoraj
    Gambe Alate II, 2002
    Bronze
    69,5 x 31 x 20 cm
Biografia

Ho la nostalgia di qualcosa di molto bello, di molto semplice, una sorta di paradiso perduto; ho bisogno di una certa bellezza, questa mi fa vivere.

Igor Mitoraj nacque il 26 marzo 1944 a Oederan, una piccola città della Sassonia, in Germania, da madre polacca e padre francese. Trascorse la giovinezza a Cracovia, dove studiò presso l’Accademia di Belle Arti. Negli ultimi tre anni di formazione fu allievo di Tadeusz Kantor (1914–1990), celebre pittore, regista cinematografico e scenografo teatrale. Nel 1967, insieme ad altri studenti, partecipò a una mostra collettiva presso la Galleria Krzysztofory di Cracovia.
Nel 1968 si trasferì a Parigi per proseguire gli studi all’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts. Il successo della sua prima mostra personale nel 1976 alla Galerie La Hune di Parigi lo incoraggiò a dedicarsi esclusivamente alla scultura. Nello stesso periodo gli fu conferito il Prix de la Sculpture de Montrouge e, su concessione del Ministro della Cultura francese, ottenne uno studio a Montmartre, presso il Bateau-Lavoir.
Nel 1983 scelse l’Italia come sua residenza permanente e aprì uno studio a Pietrasanta. Nel 1986 fu invitato a esporre alla XLII Biennale di Venezia, mentre nel 1989 presentò per la prima volta le sue opere alla New York Academy of Art. Negli anni successivi, i lavori di Mitoraj furono esposti in numerose mostre personali e collettive, anche in importanti musei internazionali. Parallelamente, ricevette commissioni pubbliche per sculture monumentali destinate a grandi città: Londra, presso il British Museum; Parigi, a La Défense; Atlanta e Tokyo.
In Italia le sue opere furono esposte a Firenze, presso la Galleria degli Uffizi e il Giardino di Boboli, oltre che a Roma e Milano. Tra le opere più significative si ricordano Fontana del Centauro (1991) e Omaggio a De Sabata (Teatro alla Scala di Milano, 1993).
Nel 2001 il Presidente della Repubblica Italiana gli conferì il Premio Vittorio De Sica. Nel 2002 e nel 2006 curò le scenografie e i costumi per le produzioni di Manon Lescaut e Tosca di Puccini nell’ambito del Festival Pucciniano di Torre del Lago. Le sue opere monumentali Dea Roma e le porte della chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri furono installate a Roma rispettivamente nel 2003 e nel 2006.
Nel 2004 le sue sculture monumentali furono esposte nei Giardini delle Tuileries, ai Mercati di Traiano a Roma e al Palazzo Reale di Varsavia. L’anno successivo, l’esposizione Mitoraj a Venezia interessò diversi luoghi della città lagunare. Mitoraj fu cittadino onorario delle città di Pietrasanta, Greve in Chianti e Massa Marittima; nel 2007 ricevette inoltre la laurea honoris causa dall’Accademia di Belle Arti di Cracovia.
Nel 2009 portò a termine due importanti progetti: le scenografie e i costumi per Aida di Verdi al Giardino di Boboli a Firenze e le porte monumentali per la chiesa dei Gesuiti a Varsavia. Nel 2010 la Facoltà dei Beni Culturali dell’Università del Salento gli conferì la laurea honoris causa in archeologia.
Nel 2011 le sue sculture furono esposte nella Valle dei Templi e al Museo Archeologico di Sarteano. L’anno successivo le opere furono presentate a Ravello, presso la Cappella di Villa Rufolo e l’Auditorium Oscar Niemeyer. Nello stesso anno gli fu conferita la Croce di Commendatore dell’Ordine di Polonia Restituta.
Nel 2013 celebrò il centenario della Fondazione Arena di Verona con le scenografie per la Messa da Requiem di Verdi. Nel 2014 le sue opere furono esposte in Piazza dei Miracoli e nei musei di Pisa in occasione del 950° anniversario della fondazione della Cattedrale.
Igor Mitoraj morì a Parigi il 6 ottobre 2014. Nel 2016, a due anni dalla sua scomparsa, fu inaugurata la mostra Mitoraj a Pompei, che realizzò un sogno a lungo coltivato dall’artista: circa trenta opere ripopolarono l’antica città, creando una perfetta simbiosi tra antico e contemporaneo nel sito archeologico di Pompei.